Diagnosi e Terapie
Metodologia

LA DIAGNOSI
La valutazione dello stress ossidativo viene svolta attraverso 3 STEPS, differenti a seconda delle diverse esigenze cliniche del paziente e complementari tra loro.
IL PRIMO STEP comprende, oltre ad una valutazione anamnestica e clinica anche un esame ematochimico effettuato in ambulatorio mediante l’utilizzo del FOTOMETRO F.R.E.E.
Questo esame è in grado, mediante l’analisi di campioni ematici ottenuti da plasma venoso, di determinare sia la quantità plasmatica totale di Radicali Acidi Liberi (d-ROMS test) che la quantità dei di Gruppi Tiolici e l’entità della Barriera Antiossidante(T-BAR).

Con questi tre parametri sarà possibile valutare, in prima istanza, sia l’entità dello stress ossidativo che la capacità antiossidante dell’organismo.
Potranno essere presi in considerazione, a seconda dei singoli casi, anche altri eventuali parametri ematochimici con test eseguibili esternamente.

Essi potranno essere :

  • Emocromo completo, Transferrina totale e libera;
  • Dosaggio plasmatico della Omocisteina;

Marcatori tumorali:

  • Ca 125, Ca 15,3 ( donne);
  • PSA libero e legato I ( maschi);
  • Alfa Feto proteina, CEA e Ca 19,9;

Marcatori Immunologici:

  • Dosaggio IgE, IgM, IgG;
  • Dosaggio C3-C5;
  • Dosaggio anticorpi ANA;

Assetto glucidico e lipidico:

  • Colesterolo Totale, LDL, HDL;
  • Trigliceridi; Glicemia, Emoglobina Glicata;

Il SECONDO STEP DI ANALISI prevede un ulteriore approfondimento che verrà eseguito attraverso la collaborazione nei Centri di Analisi Ematochimica collegati in service con il SynLab® o OxiGen Lab® di Brescia
Esso prevede il dosaggio plasmatico di:

  • Vit. C, Vit. B12, Vit. A, Ac Folico
  • Alfa Tocoferolo (Vit. E) e Gamma Tocoferolo;
  • Acidi Omega3 e Omega 6;
  • Glutatione Ridotto e Ossidato
  • MDA ( Monoaminodialdeide);
  • GPx (Glutatione per ossidasi)
  • Selenio, Rame e Zinco plasmatico;
  • La 8-Desossi Guanosina
  • ESAME LIPIDOMICO con dosaggio plasmatico e su membrana eritrocita di 15 acidi grassi a catena
  • lunga per la valutazione globale dell’assetto lipidico.

MEDICINA PREDITTIVA – NUTRIGENOMICA
IL TERZO STEP di ANALISI prevede l’esame strutturale del DNA attraverso lo studio di specifici siti situati nel nostro genoma (DNA) denominati SNIPs.
Tale esame è del tutto indolore e si esegue prelevando con una spatolina un campione di saliva nell’interno della mucosa della gota oppure mediante il prelievo di un campione ematico.
Il materiale verrà analizzato dagli specialisti della SYNLAB©, oppure della OXI.GEN LAB ©, i quali provvederanno ad inviare al medico stesso sia i referti relativi agli esiti che le tutte le valutazioni.

VALUTAZIONE DEL DNA OXIGEN ® DNATEST
L’esame di laboratorio per la VALUTAZIONE DEI PROCESSI CELLULARI si basa sull’analisi di selezionati marcatori biochimici e di polimorfismi genetici, localizzati su geni specifici, associati ad un aumentato rischio di squilibrio delle condizioni fisiologiche e quindi all’insorgenza di patologie.
La determinazione del profilo di rischio individuale è finalizzata al mantenimento / raggiungimento dello stato di benessere, al trattamento personalizzato ed alla prevenzione precoce di molte malattie.
I polimorfismi (SNPs: single nucleotide polymorphism) genetici analizzati in questo test sono stati selezionati attentamente secondo la loro importanza clinica e la loro capacità di essere influenzati da stile di vita, dieta, farmaci, fattori ambientali e misure di prevenzione.
E’ importante sottolineare che la presenza o l’assenza di una variazione genica (SNP) POTREBBE AVERE SIA BENEFICI CHE ESSERE ASSOCIATO A RISCHIO.
I risultati (GENOTIPO) sono riportati per la presenza o l’assenza di un determinato SNP nei due alleli (forme alternative in cui si può presentare un gene, ereditato uno per ogni genitore).

SNP forma NORMALE (riportato in letteratura): Nessuno degli alleli porta lo SNP
SNP forma ETEROZIGOTE: Un allele porta lo SNP
SNP forma OMOZIGOTE: Entrambi gli alleli portano lo SNP

PROCESSI CELLULARI ANALIZZATI:

1 - OSSIDAZIONE
Che cos’è: xenobiotici di derivazione ambientale e/o alimentare e radicali liberi sono in grado di danneggiare cellule, tessuti e molecole, talora inducendo effetti mutageni. L’organismo possiede la capacità di neutralizzare sia gli xenobiotici ad opera di enzimi detossificanti (CYP1A1 e 2, GSTT1 e GSTM1) sia i radicali liberi ad opera di enzimi intracellulari (Superossido-dismutasi, SOD e Catalasi, CAT), con azione antiossidante
Complicanze o patologie correlate: un eccesso di produzione o un accumulo di xenobiotici, così come di radicali liberi, è associato alla promozione di patologie croniche degenerative (malattie infiammatorie cronico-evolutive, cancro)
Accertamenti eseguiti:
Test genetici: GSTM1, GSTT1, SOD e CAT
Test biochimici: D-Rom, BAP (barriera antiossidante totale), 8-OH deossiguanosina (indice di danno ossidativo al DNA)

2 - GLICAZIONE

Che cos’è: è un processo cellulare in cui proteine, DNA e lipidi reagiscono con glucosio e fruttosio, senza l’intervento di enzimi. Questo processo porta a modificazioni nelle molecole glicate che possono avere conseguenze sull’integrità dei tessuti.
Complicanze e patologie correlate: una glicazione in eccesso o protratta nel tempo rappresenta un cofattore di rilievo nella promozione e nel mantenimento di:
- processi di invecchiamento
- retinopatia diabetica,
- nefropatia diabetica
- neuro e cardiopatie
- cancro
Accertamenti eseguiti:
Test genetici: ACE e PAI
Test biochimici: emoglobina glicosilata

3 - METILAZIONE

Che cos’è: l’acido folico non essendo sintetizzato dall’organismo, deve essere introdotto con l’alimentazione, inoltre è in parte sintetizzato dalla flora batterica intestinale. L’acido folico svolge funzioni molto importanti quali : partecipa alla sintesi proteica (in particolare dell’emoglobina), regola i livelli circolanti dell’aminoacido omocisteina e svolge un’azione protettiva contro il cancro
Complicanze e patologie correlate: anemia, patologie cardiovascolari, cancro
Accertamenti eseguiti:
Test genetici: MTHFR
Test biochimici: omocisteina plasmatica

4 - INFIAMMAZIONE

Che cos’è: è considerato un processo metabolico ad andamento acuto, subacuto o cronico che promuove danni ai tessuti mediante una discreta gamma di meccanismi molto diversi fra loro ma che sovente agiscono in sinergia.
Complicanze e patologie correlate: arteriopatie acute e croniche, cancro, malattie autoimmuni
Accertamenti eseguiti:
Test genetici: FGB
Test biochimici: Proteina C reattiva, Fibrinogeno, TNF

5 - COAGULAZIONE

Che cos’è: il processo emocoagulativo interviene non solo nell’emostasi ma riveste anche un ruolo importante nella promozione e nel mantenimento dei processi infiammatori e trombo-embolici
Complicanze e patologie correlate: malattie cardiovascolari, tromboembolismi
Accertamenti eseguiti:
Test genetici: FII, FV, FXIII, HPA1

6 - DISLIPIDEMIE

Che cos’è: disturbi metabolici dovuti a disordini alimentari e/o comportamentali
Complicanze e patologie correlate: malattie cardiovascolari
Accertamenti eseguiti:
Test genetici: apoB, apoE
Test biochimici: colesterolo,

VALUTAZIONE PROCESSI CELLULARI DNA: risultati dei test genetici
Analisi:
Ossidazione: GSTM1, GSTT1, SOD, CAT
Glicazione: ACE, PAI
Metilazione: MTHFR (2 mutazioni)
Infiammazione: FGB
Coagulazione: FII, FV, FXIII, HPA1
Dislipidemie: APO E, APOB

1 - OSSIDAZIONE

Il processo di detossificazione comporta la trasformazione e la eliminazione di sostanze chimiche (xenobiotici) potenzialmente tossiche per il nostro organismo, che possono essere introdotte con i cibi o attraverso l'esposizione ad agenti inquinanti. In particolare le ammine aromatiche sono composti xenobiotici la cui capacità di indurre tumori è stata dimostrata da numerosi presenti nella letteratura scientifica. Le ammine aromatiche si producono principalmente durante la cottura ad alta temperatura delle carni e del pesce, oltre che trovarsi nel condensato del fumo di tabacco. Il processo di detossificazione è operato in una prima fase da enzimi (CYP1A1 e CYP1A2) che convertono le ammine in composti intermedi in grado di reagire con il DNA esercitando un effetto mutageno. Questi composti vengono ulteriormente trasformati nella seconda nella fase del processo altri enzimi (in particolare GSTT1, GSTM1) con formazione di prodotti di detossificazione che vengono poi eliminati dal nostro organismo.
Molto importante diventa anche avere una buona difesa antiossidante contro sostanze ossidanti (radicali liberi), sostanze altamente reattive derivate dall'ossigeno molecolare che possono danneggiare il DNA, le proteine, i carboidrati ed i lipidi alterando i processi metabolici che danno origine all’insorgenza dello stress ossidativo. Il nostro organismo è in grado di contrastare lo stress ossidativo attraverso
l'azione di enzimi specifici, in grado di trasformare i radicali liberi in molecole inerti che vengono in seguito eliminate. Questo processo viene svolto principalmente dagli enzimi superossido dismutasi (SOD2), e catalasi (CAT) che, attraverso una sequenza di reazioni biochimiche, trasformano i radicali liberi in ossigeno e acqua. L' attività di questi enzimi può variare per la presenza di polimorfismi a livello dei geni da cui sono codificati. La conoscenza della costituzione genetica individuale può quindi fornire la base su cui modulare il proprio regime alimentare per minimizzare il rischio dovuto all'ingestione di questi composti.

2 - GLICAZIONE

La glicazione è un processo cellulare in cui le proteine, il DNA e i lipidi subiscono una reazione chimica con il glucosio o il fruttosio senza l’intervento di particolari enzimi. La glicazione e' un processo molto frequente ed ha conseguenze molto importanti sulla salute in quanto modifica la forma e le proprietà delle proteine e dei grassi dei tessuti. Un’eccessiva glicazione, infatti, è una fra le principali cause di invecchiamento e contribuisce all’insorgere di retinopatia diabetica, nefropatia diabetica, neuropatie diabetiche, cardiopatie, cancro e diabete stesso. L’associazione tra iperglicemia e complicanze vascolari nel diabete sembra sia dovuta alla formazione ed accumulo irreversibile di prodotti di glicosilazione (o glicazione) non enzimatica di lipidi e proteine, attraverso cui si formano addotti intermedi e avanzati chiamati collettivamente Advanced Glycation Endproducts (AGEs). Questi AGEs sono presenti in elevate quantità nello spazio extracellulare e in prossimità delle cellule della parete vasale contribuendo così allo sviluppo della patologia aterosclerotica associata al diabete.

3 – METILAZIONE

L'acido folico (folato o vitamina B9) non è prodotto dall'organismo umano, ma viene assunto attraverso gli alimenti e attraverso la sintesi effettuata dalla flora batterica intestinale. La vitamina B9 è essenziale per la sintesi del DNA e delle proteine e per la formazione dell'emoglobina. Una corretta introduzione dietetica di acido folico contribuisce anche a prevenire altre situazioni di rischio per la salute, ad esempio regolando i livelli ematici dell'aminoacido omocisteina, la cui concentrazione risulta associata al rischio di sviluppare malattie cardiovascolari. Inoltre il coinvolgimento dei folati nei processi proliferativi ne determina un ruolo importante nella prevenzione delle patologie tumorali. I folati agiscono come cofattori di enzimi coinvolti nella sintesi del DNA e RNA insieme alla vitamina B12 e giocano un ruolo importante nel ciclo della metilazione. Un enzima chiave di questo ciclo è la 5-Metilen-tetraidrofolato reduttasi (MTHFR) che, se presente nella sua variante mutata, può portare all’accumulo di omocisteina nel sangue.

4 – INFIAMMAZIONE

La concentrazione plasmatica di fibrinogeno aumenta, in parallelo alla sua velocità di sintesi, nella fase acuta di vari stimoli flogistici (infiammatori). I livelli di fibrinogeno nel plasma subiscono anche un'influenza genetica ed il loro aumento è associato ad un rialzo del rischio cardiovascolare. Più fibrinogeno in circolo significa infatti una maggiore tendenza del sangue a coagulare, e viceversa.
Valori cronicamente elevati di fibrinogeno sono associati ad un maggior rischio cardiovascolare (aumentata suscettibilità a malattie come trombosi, ictus, malattie coronariche, angina pectoris ed infarto). I suoi livelli, insieme alle cosiddette proteine di fase acuta (come la proteina C reattiva) aumentano durante processi infiammatori di qualsiasi origine.
Il fattore di necrosi tumorale (TNF) è una citochina coinvolta nella infiammazione sistemica e appartiene al gruppo delle citochine della fase acuta. Il principale ruolo del TNF consiste nella partecipazione alla regolazione delle cellule immunitarie. Le sue concentrazioni in eccesso sono pertanto indicative di un'attivazione infiammatoria in atto.

6 – DISLIPIDEMIE

Le dislipidemie sono comunemente considerate dei disturbi metabolici dovuti a disordini alimentari e/o comportamentali in grado di causare un aumento del rischio cardiovascolare. Esistono forme ereditarie che condizionano la manifestazione della malattia, indipendentemente da fattori esterni, e forme più comuni, nelle quali le malattia si manifesta solo in concomitanza a fattori esterni, come l'eccessiva assunzione di grassi dalla dieta, o la complicanza di una patologia (dislipidemie secondarie). L'ipercolesterolemia (elevato tasso di colesterolo nel sangue) ad esempio, può essere il risultato di un aumentata conversione delle lipoproteine VLDL in LDL, oppure di un difetto nella rimozione di quest'ultime.

1 – OSSIDAZIONE
Dall’ analisi del Suo DNA è emersa la presenza di variazioni geniche in eterozigosi in uno dei geni analizzati e l’assenza di un gene con capacità di eliminare i prodotti della detossificazione cellulare.
Ciò significa che Lei presenta una capacità antiossidante e di detossificazione moderatamente diminuita rispetto alle persone che non presentano queste variazioni geniche.
Attualmente la valutazione del Suo stato di stress ossidativo (vedi referto allegato) ha dato un risultato suggestivo di presenza ad un LIVELLO ALTO, con un elevato valore di danno ossidativo al DNA (indice di insulto ossidativo non recente), aggravato da uno stato di fortissima CARENZA della barriera antiossidante totale.
Si suggerisce, oltre a seguire una dieta ricca di frutta e verdura, di assumere supplementi nutrizionali per aumentare i livelli degli antiossidanti e di sottoporsi, eventualmente, ad un esame specifico per individuare quali componenti siano maggiormente carenti.

2 – GLICAZIONE

Dall’analisi genetica del Suo DNA è emersa la presenza delle variazioni geniche nel gene ACE e nel gene PAI 1 che potrebbero essere correlate all’insorgenza di insulina resistenza.
Attualmente il valore di emoglobina glicosilata (un indice del processo di glicazione avvenuto negli ultimi mesi a livello dei suoi eritrociti) è nella norma. Per un controllo del suo stato di glicosilazione Le consigliamo periodici accertamenti.
Dal punto di vista alimentare si consiglia di diminuire il consumo di cibi molto cotti, soprattutto fritti e cucinati ai ferri perché questo tipo di trattamento può dare origine ad una glicazione esogena delle proteine, carboidrati e grassi presenti negli alimenti.

3 – METILAZIONE

Dall’analisi genetica del Suo DNA è emersa la presenza di entrambe le variazioni geniche in eterozigosi nel gene MTHFR. Tale variante comporta un aumento nel sangue dei livelli di omocisteina, aminoacido che se presente in eccesso nel circolo sanguigno porta ad un rischio aumentato di sviluppare malattie vascolari indipendentemente dai fattori predisponenti.
Pertanto, le consigliamo di sottoporsi periodicamente alla determinazione dell’omocisteina (che attualmente è nella norma) per tenerne controllato l’andamento.
E’ possibile assumere acido folico attraverso l’alimentazione consumando adeguate quantità di frutta (arance) e verdura a foglia verde (broccoli, piselli, spinaci e lattuga), mentre la vitamina B6 si trova nel pesce, pollame, carni magre, banane prugne, cereali integrali ecc. La vitamina B12 è possibile assumerla attraverso il consumo di Frutti di mare, latte, carne e prodotti caseari.

4 – INFIAMMAZIONE

Dall’ analisi genetica del Suo DNA è emersa la presenza della variazione nel gene del fibrinogeno, in eterozigosi. Ciò significa che il polimorfismo riscontrato (variazione genica) che predispone ad uno stato pro-infiammatorio o all’insorgenza di malattie (quali malattie cardiovascolari, ipercolesterolemia, iperomocisteinemia), risulta essere presente su una copia del filamento del DNA, mentre sull’altro filamento il gene è “normale” (WT).
A questo si associa, attualmente, un profilo infiammatorio (valutato con i test biochimici: PCR, TNF e fibrinogeno) normale, condizione che va comunque tenuta sotto controllo periodico.

5 – COAGULAZIONE

Dall’analisi genetica del Suo DNA è emersa la presenza di una variazione genica in eterozigosi, che può predisporre all’insorgenza di malattie quali malattie cardiovascolari, ipercolesterolemia, iperomocisteinemia.
Per la prevenzione di problemi cardiovascolari si consiglia un buon apporto di omega 3 attraverso la dieta. Gli omega 3 sono dei grassi polinsaturi che sono in grado di modificare la tendenza delle piastrine ad aggregare; ciò si traduce in una riduzione del rischio di formazione di trombi. In base agli studi scientifici effettuati in vitro e in vivo, gli omega 3 intervengono in molteplici meccanismi, responsabili del processo di aterosclerosi, della diminuzione della pressione arteriosa, dell'effetto antiaritmico, ipocolesterolemizzante e ipotrigliceridemizzante.

6 – DISLIPIDEMIE
Dall’analisi genetica del Suo DNA è emersa la presenza dell’allele E3 in omozigosi nel gene APOE. Si consiglia pertanto una periodica valutazione del livello di colesterolo (attualmente moderatamente superiore alla norma) e del suo profilo degli acidi grassi plasmatici, di seguire uno stile di vita salutare (con particolare attenzione alla dieta ed evitando il fumo di sigaretta), riducendo in questo modo i possibili fattori di rischio ambientali che contribuiscono all’insorgenza di malattie, quali quelle cardiovascolari.
La dieta deve comportare il consumo di alimenti poco grassi, il consumo di tè verde (inibitore dell’enzima HMG-Coa-reduttasi che controlla la sintesi del colesterolo nel fegato), la diminuzione del consumo di caffè (che aumenta i livelli di colesterolo nel sangue) e lo svolgimento, nell’arco della giornata, di un’attività fisica aerobica.

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